Badante convivente o a ore: le differenze per la famiglia e per la lavoratrice
Aggiornato il 18 ottobre 2026. Valori in vigore dal 1 gennaio 2026.
In breve
Il contratto del lavoro domestico tratta in modo diverso chi vive in casa e chi no: il convivente può lavorare fino a 54 ore a settimana e ha un minimo mensile, chi non vive in casa fino a 40 ore e ha un minimo orario. Cambiano anche il riposo, gli straordinari e i permessi. Nessuna delle due scelte è migliore in assoluto: dipende dai bisogni della persona assistita e dalla vita della lavoratrice.
Le due formule in breve
- Convivente: la lavoratrice vive in casa della persona che assiste. La famiglia le dà vitto e alloggio. La paga minima è mensile.
- A ore, o non convivente: la lavoratrice vive altrove e viene per le ore concordate. La paga minima è oraria.
A confronto
| Convivente | Non convivente | |
|---|---|---|
| Orario massimo | 10 ore al giorno, non di seguito, per 54 ore a settimana | 8 ore al giorno, non di seguito, per 40 ore a settimana |
| Chi decide gli orari | La famiglia, entro il massimo, se il servizio è a tempo pieno. Se è ridotto, si decide insieme | Si decide insieme |
| Riposo ogni settimana | 36 ore: 24 la domenica e 12 in un altro giorno concordato | 24 ore, la domenica |
| Riposo ogni giorno | Almeno 11 ore di seguito, più una pausa di almeno 2 ore non pagata | Non indicato |
| Minimo di paga (livello CS, 2026) | 1.193,84 euro al mese | 8,30 euro all'ora |
| Vitto e alloggio | Li dà la famiglia, oppure si conteggiano in busta paga a 6,66 euro al giorno | Non dovuti. Il pasto spetta solo se l'orario è di almeno 6 ore con presenza continua |
| Permessi pagati ogni anno (visite mediche, permesso di soggiorno) | 16 ore (12 se l'orario è fino a 30 ore) | 12 ore (meno, in proporzione, se si lavora meno di 30 ore a settimana) |
| Ferie | 26 giorni lavorativi all'anno | 26 giorni lavorativi all'anno |
Gli straordinari
Sono le ore che superano l'orario massimo. La lavoratrice può essere chiamata a farle, ma può rifiutare se ha un motivo giustificato. La famiglia deve chiederle con almeno un giorno di anticipo, salvo emergenze. E lo straordinario non può mai togliere le ore di riposo del giorno.
- Dalle 06:00 alle 22:00: paga maggiorata del 25%.
- Dalle 22:00 alle 06:00: paga maggiorata del 50%.
- In un giorno di festa o la domenica: paga maggiorata del 60%.
- Solo per chi non vive in casa: le ore dalla 41ª alla 44ª della settimana, fatte tra le 06:00 e le 22:00, hanno una maggiorazione del 10%.
Un orario più corto per chi vive in casa
Chi vive in casa a livello B, BS o C, e gli studenti dai 16 ai 40 anni che frequentano un corso di studi riconosciuto, possono lavorare fino a 30 ore a settimana. L'orario va scritto e deve stare dentro una di queste fasce: dalle 06:00 alle 14:00, dalle 14:00 alle 22:00, oppure fino a 10 ore al giorno in non più di tre giorni a settimana. Il minimo di paga è quello del livello B.
Le feste
Nei giorni di festa nazionale previsti dal contratto la lavoratrice riposa e la paga resta quella normale. Se lavora in quei giorni, le ore lavorate si pagano in più, con il 60% di maggiorazione. Per chi lavora a ore, ogni festa si paga come un sesto dell'orario settimanale, anche se quel giorno non si doveva lavorare.
Se la persona ha bisogno di assistenza tutti i giorni
Una badante a tempo pieno ha diritto al riposo. Se la persona assistita non è autosufficiente e ha una badante a tempo pieno di livello CS o DS, la famiglia può assumere un'altra lavoratrice, che viva in casa o no, solo per coprire le ore e i giorni di riposo. Per queste sostituzioni c'è una tabella a parte: 8,91 euro all'ora per il livello CS e 10,75 euro per il livello DS.
Come scegliere
Il contratto non dice quale formula sia più adatta. Alcune domande aiutano a decidere, per la famiglia e per la lavoratrice:
- Quante ore al giorno ha bisogno di assistenza la persona, e se anche di notte?
- In casa c'è una stanza che la lavoratrice può usare come sua, con un po' di spazio privato?
- La lavoratrice ha una casa e una famiglia da seguire, o ha bisogno di un alloggio?
- Chi può coprire i giorni e le ore di riposo?
- Quanto si può spendere ogni mese, contando anche vitto e alloggio, tredicesima, TFR e contributi?
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Iscriviti gratisDomande frequenti
Quante ore può lavorare una badante convivente?
Al massimo 10 ore al giorno, non di seguito, per 54 ore a settimana. Deve avere almeno 11 ore di riposo di seguito ogni giorno e 36 ore di riposo ogni settimana, di cui 24 la domenica.
Quante ore può lavorare una badante che non vive in casa?
Al massimo 8 ore al giorno, non di seguito, per 40 ore a settimana, su 5 o su 6 giorni. Il riposo settimanale è di 24 ore, la domenica.
Come si pagano le ore in più?
Con il 25% in più se fatte tra le 06:00 e le 22:00, il 50% in più di notte e il 60% in più la domenica e nei giorni di festa. Per chi non vive in casa, le ore dalla 41ª alla 44ª della settimana hanno il 10% in più.
Una badante convivente ha un orario più corto?
Può averlo, fino a 30 ore a settimana, se è inquadrata ai livelli B, BS o C, oppure se è una studentessa tra i 16 e i 40 anni di un corso riconosciuto. L'orario deve essere scritto.
Chi decide l'orario di lavoro?
Per chi vive in casa a tempo pieno lo decide la famiglia, dentro il massimo previsto. Per chi vive in casa con servizio ridotto e per chi non vive in casa si decide insieme.
Quanto costa di più: una badante convivente o una a ore?
Dipende dalle ore. Il contratto dà solo i minimi: 1.193,84 euro al mese per una convivente di livello CS e 8,30 euro all'ora per una non convivente dello stesso livello. Vanno aggiunti, in tutti e due i casi, tredicesima, TFR, contributi e le eventuali maggiorazioni.
Si può sostituire la badante nei giorni di riposo?
Sì. La famiglia può assumere un'altra lavoratrice solo per coprire il riposo di una badante a tempo pieno di livello CS o DS. La paga minima è di 8,91 euro all'ora per il livello CS e di 10,75 euro per il livello DS.
Fonti
- Contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, 28 ottobre 2025: articoli 13, 14, 15, 16, 17, 19 e 36 e tabella dei minimi (testo pubblicato da Assindatcolf)
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: tabella dei minimi retributivi del lavoro domestico, dal 1 gennaio 2026
Questa guida spiega le regole del contratto collettivo del lavoro domestico. Un contratto può prevedere condizioni migliori, mai peggiori. Per un caso concreto rivolgiti a un sindacato o a un patronato.
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